L'Albatros

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sabato, dicembre 02, 2006

L'Italia del rapporto Censis 2006

Non è un quadro molto allettante quello che emarge dal rapporto Censis di quest'anno: la criminalità ha subito un aumento del 6.7% (dal 2004 al 2005 si è rilevato un aumento del 6,7% di denunce, più precisamente 2,6milioni di denunce di reato nel 2005) e Milano è risultata essere la provincia più malfamata (270mila reati) seguita da Roma, Torino e Napoli.
Per ciò che concerne le famiglie si è rilevata una crescita del 55% dei mutui immobiliari (la consistenza di suddetti mutui ha avuto un netto aumento tra il 2002 e il 2005 passando da 131,7 a 204,2milioni di euro) con conseguente e massiccio aumento del debito familare.
In quanto all'economia il Censis sostiene che ci sia in atto un "piccolo silenzioso boom". Le nostre imprese risulterebbero più competitive anche grazie alla spinta dei "grandi" del mercato economico; più precisamente il rapporto cita: "l'aumento degli occupati rispetto al 2005 è salito dell'1,6% e il 2006 si chiuderà con una crescita del Pil del 2%". In questo quadro economico positivo riguardo l'impresa non mancano però note negative: il Censis non tralascia la "persistenza di zavorre nel sistema" come la spesa pubblica che viene definita "indomabile" e "i tempi lunghi e gli alti costi" delle reti infrastrutturali. Elemelti tutt'altro che secondari che hanno portato ad un indebolimento della fiducia del cittadino verso la classe politica (ammesso che ce ne fosse mai stata,n.p.).
Altro quadro negativo emerso dal rapporto del Censis raguarda le donne italiane: seppur risultino più portate negli studi sono penalizzante nel lavoro (guadagnando anche meno degli uomini) e nella polatica (ma daltronde se non c'è spazio nemmeno per i giovani cosa aspettarsi,n.p.) vivendo una costante discriminazione.

***

Quelli riportati sono i fatti, ora mi permetto di fare qualche considerazione personale:
seppur il Censis possa avere un margine di errore dato dalla presa in considerazione dei soli dati ufficiali (tralasciando quelli ufficiosi che non possono avere termini di riscontro) e non si apra a interpretazioni di tali dati, comunque lo spaccato sociale emerso quest'anno non mi sembra essere particolarmente idilliaco. Anche riguardo l'economia si è parlato sì di un "piccolo silenzioso boom" ma anche del dover sfruttare i mesi invernali per uscire definitivamente dalla crisi. Questo cosa significa? Che si potrebbe avere una battuta di arresto con una conseguente situazione di stallo del nostro bel "piccolo silenzioso boom"?
Mha, sono perplessa, comunque staremo a vedere pensando e sperando in positivo.

Il diritto islamico

Il diritto dell’Islam classico si sviluppa a partire dal VII secolo e si può dire concludersi nel XVII, stravolto da imponenti riforme. Al suo interno ha diversi fondamenti: il Corano, il testo sacro dell’Islam, e la tradizione del profeta Maometto (Summa, atti, fatti, detti). A questi due testi si aggiungono due criteri interpretativi: l’opinione della dottrina e l’analogia, che mitigano il rigore della legge religiosa, insieme alla prevalenza dell’interesse pubblico, l’opinione discrezionale del sapiente e l’interpretazione personale, che in origine era possibile a tutti, e fu poi limitata per frenare l’eccessiva frammentazione del diritto. Si affermano quattro scuole giuridiche, che ancora oggi sono distinte, ognuna portatrice di una diversa interpretazione. Quando il giudice si trovava a risolvere un caso concreto, interpellava i sapienti, che gli suggerivano la soluzione del caso e producevano un diritto giurisprudenziale, fatto di sentenze. Vi è anche una produzione laica del diritto, attraverso i decreti. Con le conquiste, gli islamici facevano propri alcuni istituti del diritto dei conquistati, come la lapidazione, proveniente dal diritto degli ebrei e dei cristiani, che avevano lo speciale privilegio di mantenere il loro ordinamento e le loro istituzioni. Il XVIII secolo fu scosso da importanti cambiamenti: nacque il movimento riformista arabo-musulmano, trasversale in ogni paese, che inglobava al suo interno correnti di pensiero molto diverse come i fondamentalisti e i democratici. Nacque un movimento costituzionalista, che diede vita alla lotta per l’indipendenza contro la corruzione dei governi locali e l’occupazione coloniale. In questo periodo convivono diversi diritti: quello coloniale, quello musulmano, quello cristiano e quello ebreo, come si nota dal codice penale turco del 1877 (Magialla). Con la nascita di nuovi stati liberi ed indipendenti, ogni governo si sentì libero di interpretare la legge religiosa come preferiva, con la più svariata varietà di soluzioni giuridiche.
Il diritto islamico è quindi un diritto plurale, ma è proprio questo il suo problema: è caotico, non ci sono norme fondamentali equivalenti alla nostra Costituzione, e non lo dico perché penso che tutti gli stati debbano essere ad immagine e somiglianza di quelli occidentali, ma perché il diritto islamico è un insieme di norme anacronisticamente riadottate da un passato troppo lontano e riadattate, che non hanno efficacia del tutelare i diritti dei cittadini, poiché non ci sono chiare competenze ed autorità.

venerdì, dicembre 01, 2006

Gli italiano tornano a casa

"Di Antonella Cinelli

NASSIRIYA, Iraq (Reuters) - "La missione 'Antica Babilonia' è conclusa". Con queste parole il ministro della difesa Arturo Parisi ha sancito oggi la fine dell'impegno militare italiano in Iraq, a tre anni e mezzo dal suo inizio.

Alla presenza degli ultimi 44 soldati ancora a Nassiriya è stato ammainato il tricolore che il 7 dicembre, a Caserta, verrà consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di una cerimonia per il rientro della brigata Garibaldi, ultima a prendere parte alla missione che aveva aperto, nel giugno 2003.

Una missione in cui hanno perso la vita 32 militari italiani, e che è costata all'Italia 1,5 miliardi di euro.

L'ultimo nucleo del contingente italiano ha lasciato l'Iraq dopo l'ammainabandiera. Una parte dei militari verrà ricevuta domani all'aeroporto romano di Ciampino dal presidente del Consiglio Romano Prodi, mentre gli altri sono diretti a Napoli a bordo di un C130.

"Abbiamo conseguito l'obiettivo primo, aiutare gli iracheni a fare da soli", ha detto Parisi ai giornalisti poco prima della cerimonia nella base di Tallil, nei pressi di Nassiriya.

Parisi è poi tornato a ribadire nel suo discorso - pronunciato alla presenza delle autorità irachene e di soldati americani e romeni - che l'impegno dell'Italia verso l'Iraq "proseguirà attraverso una rafforzata collaborazione politica, civile, umanitaria di sostegno alle istituzioni e alla ricostruzione del Paese".

"Spero che tutto quello che ha fatto l'Italia per noi sia un esempio per chi assumerà dopo il compito di supervisionare la provincia meridionale di Dhi Qar", ha detto il governatore di Nassiriya Aziz Al-Ogheli riferendosi agli australiani, responsabili dal 1 novembre dell'"overwatching".

Il governatore ha ricordato "i nostri fratelli italiani (che) hanno mescolato il loro sangue al nostro per raggiungere libertà e democrazia e combattere i terroristi".

L'episodio più grave risale al 12 novembre 2003, quando un'autocisterna carica di esplosivo venne lanciata contro la base Maestrale dei carabinieri in un attacco suicida costato la vita a 19 italiani - 17 militari e 2 civili - e 9 iracheni.

I familiari di alcuni dei militari uccisi hanno chiesto a Prodi, in occasione del terzo anniversario della strage, che si faccia chiarezza intorno alla vicenda, su cui indaga la Procura di Roma.

Sono in tutto 39 gli italiani che hanno perso la vita in Iraq in questi anni, comprese le vittime civili e il funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso a Baghdad dagli americani nel marzo 2005.

UNA PROVINCIA PIU' SICURA?

I compiti del contingente italiano si erano esauriti formalmente il 21 settembre, quando la responsabilità della sicurezza era stata trasferita alle autorità del Dhi Qar, seconda provincia del Paese dopo quella di Muthanna a tornare sotto il controllo iracheno.

La sicurezza è gestita ora da poliziotti e soldati locali, molti dei quali addestrati proprio dagli italiani: 12.000 agenti e 3.500 membri dell'esercito iracheno, stando alle cifre del ministero. Si tratta di circa 800 unità in più rispetto al numero fornito a settembre, quando si era già conclusa l'attività di addestramento e i dati ufficiali riguardavano 13.000 poliziotti e 1.700 soldati.

"Abbiamo reso la provincia di Dhi Qar più stabile e più sicura... le autorità tengono, le condizioni socio-economiche sono visibilmente migliorate", ha detto ai giornalisti il comandante del contingente, il generale Carmine De Pascale.

Un risultato che già lo scorso settembre il ministro Parisi definiì "splendido", anche se non tutti sono convinti che la sicurezza sia davvero così migliorata a Nassiriya, peraltro relativamente tranquilla rispetto ad altre zone del Paese.

"Per raggiungere gli obiettivi e terminare l'addestramento, negli ultimi tempi i criteri di selezione (di aspiranti poliziotti e soldati) sono stati meno rigidi", spiegava nei giorni scorsi a Reuters una fonte della Difesa.

E all'arrivo a Tallil ai giornalisti viene detto che fare in caso di attacchi di mortaio, sempre possibili.

Il centrosinistra ha comunque mantenuto la promessa di concludere la missione entro "l'autunno" - anche se i tempi non sono poi molto diversi da quelli che si era dato il precedente esecutivo, che aveva garantito il ritiro dei militari entro l'anno.

La chiusura di "Antica Babilonia" è considerato un successo dal governo, ed è un punto di riferimento per settori della sinistra radicale che chiedono sempre più insistentemente per l'Afghanistan la stessa soluzione.

Così oggi nulla è stato lasciato al caso, la sceneggiatura è stata curata nei dettagli.

L'ultimo punto del programma, distribuito dal ministero a giornalisti e operatori, recitava: "Chiusura del portellone, inizio rullaggio del C130 (L'aereo si ferma dopo pochi metri per recuperare gli operatori televisivi rimasti a terra per le riprese)".

E domani si prosegue con il rientro a Ciampino, con una lista di esponenti della maggioranza che pare si stia allungando in queste ore per un evento che cade proprio nel giorno della più importante manifestazione del centrodestra contro il governo.

"E' STATO FATTO UN GRANDE LAVORO"

Dal canto loro i militari rivendicano di avere fatto un ottimo lavoro a Nassiriya. A microfoni spenti qualche ufficiale sottolinea che americani e inglesi stanno studiando il modus operandi degli italiani sul campo perché "noi abbiamo ottenuto risultati migliori".

Un fatto sul quale il generale De Pascale si limita a commentare: "Abbiamo raggiunto un buon risultato grazie a una serie di fattori, come il nostro approccio con la popolazione, il fatto che abbiamo sempre coinvolto le autorità locali nel processo decisionale. Ci siamo proposti come un sostegno".

"Gli italiani hanno fatto un grande lavoro", commenta con Reuters un americano che lavora nella cooperazione, che chiede di restare anonimo.

"La situazione era molto pericolosa quando sono arrivati, ma sono riusciti a instaurare rapporti molto buoni (con autorità e popolazione) e a cambiare le cose. Possiamo imparare da loro, anche se bisogna dire che non essere americani qui facilita le cose...", aggiunge.

E un operatore iracheno, che chiede di rimanere anonimo, dice a Reuters che a Nassiriya c'è chi è preoccupato che "con chi verrà dopo gli italiani non sia lo stesso. Voi eravate un punto di riferimento, eravamo più tranquilli. Avete fatto molto per noi".

"Prima di andare via abbiamo chiuso tutti i progetti" di cooperazione civile-militare, ha sottolineato De Pascale in un breafing. Progetti che hanno riguardato fra le altre cose rete idrica, potenziamento delle linee elettriche, viabilità e distribuzione di materiali.

Del miliardo e mezzo di euro speso dall'Italia per "Antica Babilonia", solo 15 milioni sono stati investiti in progetti Cimic, cioè di cooperazione civile-militare, a cui si sommano i 20 milioni di dollari messi a disposizione dalla Coalizione.

L'Italia ha promesso di continuare ad aiutare gli iracheni. In quest'ottica sette italiani sono impegnati nel Prt di Nassiriya, struttura di cooperazione civile-militare che il governo di centrodestra voleva tutta italiana, e a cui l'attuale esecutivo ha concesso invece solo personale civile per non dover lasciare militari in Iraq."

Che ne dite?

Mi sembra proprio che gli italiani abbiano fatto una bella figura!

giovedì, novembre 30, 2006

L'immunità per le balle

[Articolo tratto da L'Isola di Krino]

L'informazione è complice diretta dei politici e dei problemi che affliggono l'Italia. Un esempio recente?Lo scorso 17 novembre, il premier Prodi ha tenuto una conferenza stampa per descrivere l'operato dei primi 6 mesi di legislatura.

Sul sito del governo italiano[1] possiamo leggere documenti con i provvedimenti generali presi, le misure per la riduzione dei famosi "costi della politica" e della spesa pubblica, osservare uno schema colorato in giallo (vi ricordate il tir di Prodi?) che illustra "l'albero del programma"[2], o vedere un riassunto facilitato di tutti i provvedimenti [3].

A leggere i documenti non si può che esser contenti delle tante cose fatte: molte cose descritte però sembrano piuttosto vaghe, dei "buoni propositi" che dubito abbiano avuto qualche effetto, anche per colpa delle amministrazioni locali; altre norme invece hanno già avuto conseguenze concrete sul paese e sui consumatori. Il dubbio va sempre mantenuto, non dimentichiamoci che sono pur sempre politici. Approfitteremo di questi documenti per rendere conto degli impegni presi tra qualche tempo.

L'aspetto su cui volevo soffermarmi riguarda però il modo in cui gli organi di informazione televisiva hanno presentato la notizia: lo schema è standard, trasversale, dal Tg1 a Studio Aperto. Prima un servizio sulla conferenza stampa di Prodi e dichiarazioni di vari politici di governo, poi le repliche di Berlusconi e altri esponenti politici di opposizione. Dai primi proviene l'accusa di aver "ricevuto una terribile eredità", con Prodi che puntualizza: "disavanzo del 4% del pil, debito pubblico in salita, avanzo primario vicino allo zero".

Effettivamente sono dati macroeconomici prodotti da istituti ufficiali come l'Istat, sui quali c'è poco da dire. Ma il Cavaliere ribatte dicendo che "sono falsità così grandi che non meritano risposta" , e così allo stesso modo i suoi alleati. Ora, non mi soffermerò sul chi ha ragione o meno, mi chiedo però che senso, e che utilità ha, un'informazione del genere in cui non si arriva mai ad una conclusione.

Ascoltiamo sempre le parole dei politici, che come abbiamo visto molto spesso non sono in grado di fare discorsi basati sui fatti, nè di rispondere in modo serio. Raramente invece assistiamo ad un servizio in cui qualche esperto, senza essere di parte, ci dica le cose come stanno realmente, ci illustri il quadro della situazione, ci spieghi argomentando chi ha torto e chi ha ragione. La ragione da qualche parte esiste, salvo rari casi.

Perchè i tg nazionali non utilizzano il loro tempo in modo diverso? Pochi minuti alle dichiarazioni politiche, poi un approfondimento curato da un paio di esperti del settore, seri, che non si perdano in propaganda politica, e che ci inquadrino in poco tempo la situazione economica reale dell'Italia. Non è possibile che un'informazione corretta possiamo averla solo 1 volta a settimana con Report, mentre gli altri giorni siamo invasi dalle chiacchiere. Non c'è nessun direttore di telegiornali che provi a rivoluzionare il modo di dare le notizie?

Grazie a questo modo di fare giornalismo purtroppo i politici in Italia godono di una immunità speciale per le balle che dicono, perchè non c'è mai nessuno che si alza e gli dice: "senta, sta dicendo una balla". Sarebbe il caso di abolire questa immunità, per il bene di tutti. E spetta all'informazione farlo.

Note

[1] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/attivita_governo/index.html
[2] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/attivita_governo/albero.pdf
[3] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/attivita_governo/6_mesi_Governo.pdf

mercoledì, novembre 29, 2006

L'uomo della malattia/la malattia dell'uomo

Cosa sarebbe dell’uomo senza la malattia? Avete mai immaginato un uomo che non fosse fragilmente bello? Avete mai immaginato un uomo che conoscesse solo sentimenti forti, che non sapesse cos’è il dubbio, la debolezza, la stanchezza? Io, quell’uomo, non lo vorrei mai incontrare. Non vorrei mai incontrare un uomo che non avesse il rimpianto di aver perduto se stesso, che non avesse mai provato le sofferenze del pianto, che non si fosse mai riscoperto nella sofferenza. Tutto questo che trovo stupendo nell’uomo, io lo chiamo malattia, perché come la malattia, ci fa apparire l’uomo per quello che è.

L'avvento della democrazia nell'ex-Urss

IL FREEDOM SUPPORT ACT

Si tratta di una legge molto particolare varata negli Usa nel 1992 che prevede l'autorizzazione del sostagno alla democratizzazione ed occidentalizzazione dei Paesi dell'ex Unione Sovietica. Tale sostegno (anche economico) avviene soprattutto tramita l' OSI (Open Society Institute), un'organizzazione americana non governativa creata dal multimiliardario George Soros (lo stesso che dichiarò nel 2003 di voler abbattere il regime non democratico di Bush Jr).
Il metodo dell'OSI che prevede la democratizzazione tramite rivoluzioni pacifiche (rivoluzioni di velluto) raccoglie sostegno dai democratici statunitensi ed è stato adottato in Georgia nel 2003, in Ucraina nel 2004, in Kirghizistan nel 2005 e Bielorussia nel 2006. Tale metodo (neanche a dirlo) si contrappone a quello caro ai repubblicani: la guerra, adottata in Iraq nel 1991, in Serbia nel 1999, in Afganistan nel 2001 e a partire dal 2003 fino ad oggi nuovamente in Iraq.
Le rivoluzioni promosse dall'OSI hanno portato non pochi vantaggi economici agli Usa proponendo percorsi e mercati alternativi per ciò che concerne petrolio e gas; basti pensare che con la rivoluzuione di Kiev (Ucraina 2004 costata 65milioni di dollari) e l'insediamento del nuovo governo di Yushchenko si è dato il via al progetto per la costruzione di un oleodotto che supererà la rete di Mosca e porterà gas e petrolio dal bancino Caspico fino in occidente appunto attraverso l'Ucraina (a partire dal 2009). Come se non fosse abbastanza è previsto anche un collegamento dal terminal georgiano (rivoluzione del 2003) di Supsa a quello ucraino di Odessa per mezzo di un oleodotto sottomarino passante nel Mar Nero, ovviamente sempre destinato al mercato occidentale.
Sorge lecito il dubbio su quanto effettivo sia l'intento di lottare contro i regimi post-comunisti a favore della democrazia, o quanto in realtà gli Stati Uniti non intralcino Soros per puri interessi economici.
Esiste però un'altra considerazione da non tralasciare: da quando il multimiliardario si è intesterdito contro Bush (25milioni di dollari investiti per evitarne la rielezione) le campagne rivoluzionarie pacifiste dell'OSI hanno subito una notevole battuta d'arresto (guarda caso), ad esempio la campagna contro Lukashenko in Bielorussia è stata immediatamente stroncata al primo vagito e cominciano a vaccillare anche i governi insediati con precedente successo in Georgia e Ucraina.
Non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi che avverranno col trascorere del tempo.

* * *

Qualche informazione in più riguardo George Soros

Ebreo nato a Budapest nel 1930 scampato all'olocausto e fuggito dalla successiva occupazione sovietica ha investito tutti i sui averi nella lotta ai regimi non democratici. Il suo primo intervento risale al 1977 col sostegno del movimento Charta77, radice della rivoluzione di velluto (crollo del regime di Praga). Negli anni 80 invece finanzia i movimenti anti apartheid in Africa finchè nel 1988 favorisce il suo sostegno al movimento Solidarnosc (Polonia).
Nel 1993 fonda l'OSI spalleggiando tutte le imprese elencate sopra.
Nel novembre del 2003 dichiara al Washinton Post di avere l'inenzione di abbattere un altro regime non democratico: quello di Bush, intento definito da Soros "il principale obiettivo della mia esistenza, una questione di vita o di morte".

Le 3 giornate di Sodoma e Gomorra.

Questa è la foto del generale Alphonse Juin che il 14 maggio 1944 comunicò quanto segue alle sue truppe che si apprestavano a combattere per liberare parte dell'Italia del sud :

«Il vostro generale vi annuncia, vi promette solennemente, vi giura, sul suo onore di soldato e sulla bandiera della Francia, che si alza, per l'ultima volta, il sole sulle vostre sofferenze, sulle vostre privazioni, sulla vostra fame. Oltre quei monti, oltre quei nemici che stanotte ucciderete, c'è una terra larga... ricca di donne, di vino, di case. Se voi riuscirete a passare oltre quella linea senza lasciare vivo un solo nemico, il vostro generale vi promette, vi giura, vi proclama che quelle donne, quelle case, quel vino, tutto quello che troverete sarà vostro, a vostro piacimento e volontà. Per 50 ore. E potrete avere tutto, prendere tutto, distruggere o portare via, se avrete vinto, se ve lo sarete meritato».

''La terra larga e ricca di donne'' era la provincia di Frosinone, le truppe marocchine inquadrate nell'esercito francese (i cosiddetti goumier) aprirono ai mezzi corazzati la via per Ceprano e Frosinone e risalirono, nella settimana successiva, la provincia fino alla valle dell'Amaseno e del Sacco, costringendo i tedeschi a una rovinosa ritirata per evitare l'accerchiamento.
Durante la loro travolgente avanzata, per circa due settimane, dal 15 maggio all'inizio di giugno, quasi dimezzate dalla resistenza tedesca (alla fine della battaglia i goumier erano ridotti a circa 7 mila), le truppe francesi si abbandonarono a una serie impressionante di saccheggi, omicidi e stupri in tutti i paesi conquistati, soprattutto contro gruppi ristretti di persone o individui isolati, finchè non fu loro ordinato di arrestare la marcia a Valmontone.
Il carattere sistematico delle violenze e la sostanziale acquiescenza di comandanti e ufficiali diffusero la convinzione della libertà di azione concessa ai soldati coloniali contro i civili, nonostante le sanzioni previste nei codici militari.
Una nota del 25 giugno del 1944 del comando generale dell'Arma dei Carabinieri dell'Italia liberata alla Presidenza del Consiglio, segnalava nei comuni di Giuliano di Roma, Patrica, Ceccano, Supino, Morolo, e Sgurgola, in soli tre giorni (dal 2 al 5 giugno), 418 violenze sessuali, di cui 3 su uomini, 29 omicidi, 517 furti compiuti dai soldati marocchini, i quali «infuriarono contro quelle popolazioni terrorizzandole. Numerosissime donne, ragazze e bambine (...) vennero violentate, spesso ripetutamente, da soldati in preda a sfrenata esaltazione sessuale e sadica, che molte volte costrinsero con la forza i genitori e i mariti ad assistere a tale scempio. Sempre ad opera dei soldati marocchini vennero rapinati innumerevoli cittadini di tutti i loro averi e del bestiame. Numerose abitazioni vennero saccheggiate e spesso devastate e incendiate».
Secondo un comunicato mai ascoltato dei Carabinieri del luogo :
«il 90% delle persone che hanno attraversato la zona di operazioni delle truppe marocchine sono state derubate di ogni loro avere, come anche molto alto è il numero delle donne violentate, e notevole anche il numero degli atti contro natura commessi a danno di uomini», ricordando che «molti casi vengono taciuti» .
I dati del Ministero degli Interni, raccolti pochi mesi dopo la liberazione, indicano in circa 3.100 le donne vittime delle violenze sessuali da parte delle truppe marocchine , ma si tratta di una stima nettamente inferiore al numero reale degli abusi.
Giovannina M., testimone intervistata, ormai novantenne che parla solo il dialetto locale, dei marocchini dice: <«Gli omene anziani che stavano con nui nun ce putevano soccorre pecchè loro erano assai e ammazzavano chili che difendevano le donne...C'erano gli graduati che erano bianchi, francisi e non gli dicevano (g)niente. Iemmo (andammo) a fa commedia agliu commando... ce dissero che per fa ì (andare) annanzi gli marocchi li avevano dovuti dà "carta bianca". Solo alla fine, dopo tre iuorni, gli tolsero sta carta bianca». «Arrivettero addò stavamo nui e con chisti ce stevano pure i francisi, chigli che gli cumannavano», aggiunge Concetta C. «E facettero stragi... Io c'avevo le mie cose, quando se ne accurgettero gli due che m'avevano sbattuta per terra s'alluntanarono (...). Sai quante vecchie so morte per gliu dolore...». La popolazione poté soltanto nascondersi, sperando di riuscire a sfuggire ai soldati: «La notte so arrivati chisti marocchini e hanno cominciato a bussare alle case... grida dappertutto nel paese. A casa nostra non hanno fatto niente pecché la seconda notte si è ristretta tutta la famiglia... abbiamo chiuso dentro con una varra (sbarra) dietro la porta, e così dopo tre giorni è passata la furia» >

Ho sentito parlare di questa pagina dimenticata per la prima volta in uno speciale televisivo notturno, sono rimasto inorridito da tutto ciò...e ancor di più schifato dai libri scolastici che non raccontano la sofferenza degna di Sodoma e Gomorra che ha colpito i nostri fratelli e sorelle italiani durante la guerra.
Il comando e il governo francese a 60 anni di distanza ovviamente,si rifiutano di aprire li archivi di stato che permetterebbero di rendere,seppur in minima parte, giustizia...il nostro paese non ha difeso e non difende i suoi cittadini...restano a testimoniare questi fatti incredibili solo pochi vecchi e qualche documento delle inermi forza dell'ordine...ancora una volta non chiedo di fare revisionismo, ma giustizia!

per le fonti storiche e i documenti ufficiali www.storialibera.it

martedì, novembre 28, 2006

SALONE MONDIALE DELL'AUTO E DELLA MOTO--MOTORSHOW 2006


Anche quest'anno si svolge a Bologna una manifestazione di importanza mondiale riguardante il mondo dei motori. Il motorshow è, insieme al salone di Ginevra, Detroit e Parigi, una "fiera" dedicata principalmente alle auto e alle moto, in quanto sono presenti anche le forze armate, testate giornalistiche, radio e quant'altro.
Dentro vi sono centinaia di stand, dove le più grandi case costruttrici (es. Fiat, gruppo Psa, Wolkswagen, General Motors ecc..) espongono, oltre ai modelli di serie full optional, prototipi, special edition di auto/moto, innovazioni e ricerche stilistiche.
Ma non mancano anche altri stand di costruttori con un volume d'affari molto più piccolo ( Aston Martin, Jaguar, Porsche ecc.), e spazi dedicati ai disegnatori famosi, quali Bertone o Pininfarina, dove vengono esposti veri e propri prototipi di mezzi che potrebbero circolare su strada in un futuro, o semplici show car create per la ricerca di nuovi criteri di progettazione.
Sempre molto considerato il discorso sicurezza: i gruppi più importanti esporranno, grazie a schermi lcd e spaccati di componenti meccaniche, i funzionamenti dei sistemi di protezione e prevenzione incidenti, come i sistemi esp e asr, o le fotocellule che registrano i movimenti della cornea, impedendo l'avvio del motore se il guidatore ha molta sonnolenza; il tutto unito a invenzioni avveniristiche e migliorie dei vecchi sistemi abs e airbag.
Un intero padiglione sarà dedicato all'accessoristica di tutti i gusti; si potrà ammirare, e farsi fare preventivi, nel caso si voglia modificare l'estetica o la meccanica del proprio mezzo di trasporto, naturalmente con le migliori marche mondiali, rendendolo unico.
Pezzo forte della manifestazione però è il lato sportivo e quello pratico. Si potrà salire (con un pò di fortuna) a bordo con gli istruttori della scuola di guida sicura, il cui compito sarà quello di insegnare come evitare incidenti e di correggere eventuali errori nella guida di tutti i giorni; nello stand di quattroruote si potranno provare vari modelli d'auto, dall'utilitaria alla sportiva, inoltre, le case costruttrici di auto off-road, daranno la possibilità di saggiare le potenzialità dei loro fuoristrada su circuiti veramente impervi e spettacolari.
Il lato sportivo è rappresentato dalla splendida Shell Arena: in questa pista, allestita dentro la "fiera", vi si svolgeranno gare di auto e moto da corsa d'ogni genere, presentando sfide di grande spettacolarità.
E spessore! Infatti gareggeranno , nelle varie specialità, piloti affermati in tutto il mondo, tra cui Valentino Rossi, e le formule di gara prevedono le più performanti auto da corsa, tra cui la Ferrari F12006.
Una vera e propria mecca per gli appassionati, e una possibile bellissima scoperta per quelli che vogliono avvicinarsi ai motori, o per chi vuole godere di uno spettacolo veramente emozionante.
( la manifestazione si svolge dal 7 al 17 dicembre-costo biglietto 24.00e- per le formule di gara presentate ogni giorno, orari di apertura e info www.motorshow.it)

lunedì, novembre 27, 2006

Ragazza musulmana picchiata dal padre perchè frequentava amico italiano

Una 17enne di nazionalità asiatica di religione musulmana è ricoverata all’ospedale di Bolzano dopo essere stata picchiata dal padre innervosito dal fatto che la figlia frequentasse un compagno di classe, italiano.La ragazza sarebbe giunta, accompagnata dai genitori, all’ospedale nella nottata tra domenica e lunedì. I medici hanno riscontrato la frattura di un perone oltre a numerosi traumi ed escoriazioni con una prognosi di guarigione di 35 giorni. Il padre è stato ascoltato dagli agenti della Questura, negando l’aggressione e dichiarando che la figlia era caduta rovinosamente dalle scale di casa.Per i sanitari, invece, le ferite della ragazza sarebbero state provocate da una bastone o da una sbarra. La vicenda è stata segnalata alla magistratura ed alla Procura dei minori.

Questo è solo l'ultimo della serie di innumerevoli casi di ragazze musulmane, brutalmente martoriate da, passatemi l'espressione, "padri-padroni" che non accettano l'idea che le figlie, integrate nel tessuto italiano, frequentino ragazzi del ns paese... A questo punto, da quasi coetanea della giovane, come è possibile che la religione musulmana abbia queste conseguenze terribili nelle menti dei suoi fedeli? E' un dato assodato che ci considerano degli sporchi, luridi e viscidi "infedeli" e che le donne occidentali sono considerate delle sgualdrine, ma pestare di botte una figlia, NON è una religione, ma un esempio di inciviltà, barbaria e di una concezione retrograda e oscurantista della libertà dell'uomo, uno degli aspetti fondanti del cristianesimo e di tutta la società occidentale.

INFANTILISMO

Di Infantilismo, in verità, non si può parlare, perché ce n’è un po’ in ognuno di noi. L’Infantilismo è volersi ribellare alla crescita inesorabile del corpo e all’instupidimento progressivo della mente. Infantilismo è ribellione, l’egoismo di voler rimanere ciò che si è. L’Infantilismo non viene capito da chi ci sta vicino, che lo travisa sempre per qualcos’altro: gelosia, egocentrismo, anche cattiveria, a volte. L’Infantilismo è un difficile parto dell’anima, che si cristallizza in pochi ma forti sentimenti, nell’Infantilismo tutto è amplificato e risuona all’infinito, come in un incanto freddo, dove non si può dimenticare. L’Infantilismo s’illude di essere perfetto, ma in realtà è in balia dei venti del mondo, leggero e incostante com’è. L’infantilismo è un modus dell’anima, eccezionale e mostruoso (nel senso latino del termine).

domenica, novembre 26, 2006

Mamma, ci droghiamo?

"NEW YORK, 22 nov - Una donna della Pennsylvania ha ammesso di aver fumato spinelli col figlio tredicenne per premiarlo quando aveva fatto i compiti . La donna e' stata condannata a tre mesi di prigione e a nove mesi di successivi arresti domiciliari.Amanda Lynn Livelsberger, 30 anni, dovra' poi restare per un anno in liberta' vigilata.La donna aveva ammesso di aver fumato marijuana con il figlio da quando lui aveva undici."
(fonte ansa)
Il dovere di una madre non è quello di proteggere il figlio dai pericoli, fino a quando lo stesso non ha raggiunto una certa consapevolezza della vita?
Come giudichereste la madre dell'articolo? Una persona irresponsabile, che cerca un pretesto per poter fumare della droga?
Oppure una madre che voleva avvicinarsi al figlio, temendone il distacco adolescenziale, facendo cose "da ragazzi"?