L'Albatros

Salve mondo..questo blog,questo libero Albatros,vuol essere uno spazio per coloro che vogliono condividere idee,pensieri o più semplicemente la propria opinione,in modo libero,senza censure. Politica,attualità,filosofia,poesia,etica,passioni..vita..sono solo alcuni degli argomenti..affinchè gli estremi si congiungano,le idee si sublimino,per lasciare un frammento di qualcuno per qualcun'altro..ora a voi..un grazie a priori..a tutti

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venerdì, settembre 29, 2006

Senza parole

Oggi ho avuto un turno di lavoro in centro a Modena, in un negozio che vende articoli prodotti dai disabili. Mentre stavo aiutando il gestore del negozio (anche lui disabile) è entrato un uomo, un pò dimesso e affaticato, nel negozio.
dopo averci salutato cordialmente ha iniziato a raccontarci la sua storia, il suo problema...all'inizio ho detto tra me e me...''questo è scemo o cerca dei soldi...2 secondi e poi lo aiuto a uscire dal negozio a calci in c...''...poi...
Poi, con una umanità disarmante ci ha spiegato il motivo della sua presenza...il suo problema appunto...
Il suo problema si chiama Ilaria (il nome è inventato per ovvi motivi di riservatezza)...Ilaria ha 12 anni ed è una bambina molto vivace che comunica con le sue amiche e ha voglia di vivere...ma il suo papà (l'uomo che è entrato nel negozio) non la può aiutare a vivere...
Ilaria ha una forma gravissima di tetraplegia aggravata che la costringe immobile in un letto, consentendogli solo l'uso della bocca e del cervello...Ilaria ha un costante bisogno di cure specifiche che le permettano di combattere delle infezioni degenerative che la tormentano...cure ovviamente che non passa la mutua...il papà di Ilaria ha dovuto lasciare il lavoro che aveva in Germania come chef poichè la mamma della piccola è venuta a mancare...la bimba è attualmente accudita da istituti religiosi che però non possono pagare le sue cure...fino a oggi il papà di Ilaria ha venduto tutto ciò che aveva...e da quando è tornato dalla Germania cerca un lavoro qui in Italia per poter mantenere sua figlia.
Ci ha raccontato che è stato in alcuni famosi locali di Modena (essendo chef e avendo anche studiato come chef) di cui non farò i nomi per pietà, ma da questi locali è stato ''cacciato e offeso''...forse perchè questo papà ha negli occhi una disperazione che mette paura o perchè non si presenta in giacca e cravatta ma con una semplice tuta?
Fatto sta, che quest'uomo nell'attesa di trovare un lavoro (ed è finito nel nostro negozio per questo,ma io credo anche per sfogarsi) ha fatto più e più volte richiesta al comune di Modena affinchè l'assistenza sociale si prendesse cura della sua bimba e affinchè gli fosse riconosciuto un alloggio a lui e sua figlia...la risposta delle istituzioni è stata veloce e inumana come sempre :''non disponiamo di fondi necessari alle sue esigenze al momento, presenti domanda scritta più avanti''...il papà poi, con una voce sempre più ferita e stanca mi ha detto testuali parole : ''ho lavorato 20 anni in Germania duramente, a volte maltrattato perchè italiano...adesso che ho bisogno e torni qui,nel mio paese,...non che io sia razzista..ma vedo che il comune da casa e sovvenzioni quindicennali agli immigrati stranieri...e io? e quelli come me? mi sento tradito..mi vergogno di essere italiano...(con un dito indicando fuori) tutti sono troppo paurosi..troppo presi...troppo egoisti...''
Cordialmente,come è entrato,ci ha salutato e senza avanzare nessuna richiesta se ne è andato via...
Stasera pregherò per lui e per sua figlia...incredibile lo schifo in cui viviamo...

42° come sviluppo e competitività

In testa c'è la Svizzera. Finlandia e Svezia completano il podio. Gli Stati Uniti sono sesti, mentre l'Italia scende dal 38/mo al 42/mo posto. La rivista Forbes ha stilato l'annuale classifica basata sulla competitività dei Paesi. Una graduatoria che combina una serie di fattori come l'efficienza delle istituzioni, le infrastrutture, la sanità, l'educazione primaria e secondaria, il mercato, la tecnologia, l'innovazione.
TOP 10 - Gli elvetici si guadagnano la prima posizione grazie allo sviluppo delle infrastrutture e della ricerca scientifica ma anche per i buoni risultati conseguiti nei vari settori. E così la Svizzera spodesta gli Stati Uniti, scivolati addirittura in sesta posizione. Fra i primi dieci ci sono anche Danimarca, Singapore, Giappone, Germania, Olanda e Regno Unito. In coda Chad, Burundi e Angola.
L'ITALIA - Il nostro Paese perde invece altre quattro posizioni rispetto al 2005 e scivola al 42/mo posto, subito dietro Lituania e Ungheria e appena davanti a India, Kuwait e Sud Africa. Un calo di competitività che, osservano gli analisti di Forbes, continua ormai da parecchi anni. La causa principale è l'enorme debito pubblico, che si riflette anche nell'efficienza delle istituzioni e del settore pubblico, e in generale la situazione delle finanze, peggiorata in modo preoccupante dal 2000. Male anche il mercato del lavoro. Buon giudizio invece su sanità ed educazione primaria (siamo all'ottavo posto complessivo).
28 settembre 2006 .

Mentre i nostri politici continuano a discutere di conflitto d'interessi, se sia giusto tassare i ricchi, se dare più o meno soldi agli immigrati, se la telecom vada aiutata dallo stato e se Berlusconi è più bello di Prodi e viceversa, il mondo va avanti...un paese piccolo come la Svizzera investe,guarda ai cittadini e a migliorarne le condizioni di vita...e noi? Come già detto le potenzialità di questo paese sono infinite...ma si lascino appassire al sole dell'ignoranza...ognuno tira l'acqua al suo mulino...ripeto : senza cervello il corpo muore...siamo fermi!! Fermi economicamente...fermi mentalmente....fermi spiritualmente... e vai!!!

Roberto Vecchioni: "sogna ragazzo sogna" ... ma noi siamo ancora capaci di sognare??


"E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte; ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte: io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero, e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro; stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento; scopri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello: a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore, quando un uomo vive per le sue parole o non vive più; sogna , ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo, non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita, quando muore un uomo per la stessa vitache sognavi tu; sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone, non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre: perché hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente; passa ogni tanto la manosu un viso di donna, passaci le dita: nessun regno è più grandedi questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forteche attraversa i muri per farsi vedere; la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare; la vita è così grandeche quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire.
Sogna, ragazzo, sogna, quando lei si volta, quando lei non torna, quando il solo passo che fermava il cuorenon lo senti più; sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerà l'amore, passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu...
Sogna, ragazzo, sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria, tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più; sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu..."

Questa canzone, per chi non la conoscesse, è di Roberto Vecchioni: un poeta straordinario che ha scritto tra le più belle canzoni della musica leggera italiana. Ha colto nel segno, la sua "Sogna ragazzo sogna" è un chiaro messaggio per tutti noi:

Dobbiamo vivere e continuare a sognare, non disperarci davanti all'evidenza delle cose di questo mondo, non dobbiamo nasconderci nella massa, dobbiamo godere appieno di ogni istante perchè la vita è una e una soltanto... dobbiamo valorizzare noi stessi, far emergere la nostra anima nelle piccole esperienze quotidiane, dobbiamo dimostrare a tutte le persone che amiamo il nostro amore come se fosse il nostro ultimo giorno, non dobbiamo dimenticarci dei dimenticati, degli umili e delle persone che non hanno la voce così forte da potersi far sentire... solo allora potremmo dire di avere vissuto e guardarci indietro, fra 30-40 anni, e poter dire: "Anche io ho vissuto, sognando forse un pò troppo, ma ho vissuto!"

ma secondo voi, l'uomo moderno è ancora capace di sognare?!

Con la gioia nel cuore dedico la canzone di Vecchioni, a tutte le persone che non hanno mai smesso di sognare e che credono, come me, che tutto sia ancora possibile e che l'amore verso la vita e la vita stessa siano ancora un regalo e non un fardello ingombrante da trascinarsi dietro con la sola forza di inerzia!

Cinema nel cuore


Voglio suggerire a tutti coloro che amano profondamente il cinema un libro fondamentale: Il piacere degli occhi, di Francois Truffaut. Questo libro raccoglie vari articoli e schede critiche, Truffaut racconta la propria rivoluzionaria visione del cinema, lo analizza, parla dei propri film, dei film che lo hanno segnato, delle grandi personalità che ha ammirato nella sua vita. Discute di cinema sia come critico, che come regista (e in parte anche come attore), criticando lo stesso mestiere del critico cinematografico, che non potrà mai essere abbastanza "critico" fin quando non avrà fatto del cinema in prima persona... Truffaut scrive in modo assolutamente schietto, diretto, personale e molto appassionato. Una passione che l'ha seguito durante tutta la sua carriera di regista. E questo volume non solo costituisce una raccolta di opinioni, ma anche un mini manuale su alcuni dei più grandi cineasti di tutti i tempi.

giovedì, settembre 28, 2006

Cerchio o linea?


Andiamo sul pesante... Devo condividere il mio dramma esistenziale.
Gli atteggiamenti dell'uomo non mi sorprendono più, ma c'è tuttora una domanda che mi si pone ogni volta che nel mondo succede qualcosa che non va: l'umanità procede per cicli che si ripetono continuamente, o evolve in modo lineare, verso qualcosa? O ha un corso ancora diverso, magari casuale? So che almeno una volta nella vita ci avete pensato tutti. E so anche che non si può dimostrare né l'una né l'altra tesi. Anche perché è un domandone da un milione di dollari che abbraccia troppi ambiti: filosofia, storia, religione, antropologia, sociologia, bla bla bla e ci sono tanti punti di vista. E' questione di crederci insomma... Quindi:

E' meglio credere che l'uomo proceda lungo una china, verso un obiettivo, o che segua la sua natura e ricada sempre in un eterno ritorno?

C'è del marcio in Bielorussia...


Ieri, mercoledì 27 settembre 2006, è stata trovata dai carabinieri la bambina bielorussa chiamata, per rispetto della privacy, con il nome fittizio di Maria. La bambina era stata nascosta dai genitori affidatari nella casa della nonna in Val d'Aosta. I genitori, una coppia di coniugi genovesi, si sono opposti al circolo vizioso infernale a cui vengono sottoposti tanti bambini nelle stesse condizioni di Maria. Questi bambini infatti, che dovrebbero essere i beneficiari di questi affidamenti, sono a tutti gli effetti vittime di un programma che il governo bielorusso ha accordato insieme a quello italiano. Mi spiego: nelle zone colpite dalle radiazioni provocate dall'incidente di Chernobyl sono nati bambini affetti da gravissimi problemi e malformazioni, che sviluppano tumori con grandissima facilità, dato il vertiginoso abbassamento delle difese immunitarie. Per informazioni dettagliate su tutti i dati inerenti all'incidente di Chernobyl consiglio di consultare la voce di Wikipedia inerente, e gli eventuali link segnalati dalla pagina di Wikipedia (vedi link in fondo). A questi bambini è stata data una speranza: passare 6 mesi all'anno in un luogo incontaminato dalle radiazioni, in modo da disintossicarsi. E così comincia lo smistamento di questi bambini, trattati dal proprio governo come merce di scambio. I genitori di queste creature sono spesso alcolizzati o tossicodipendenti, troppo incompetenti per gestire la vita dei loro figli, e anche quando si tratta di bravi genitori, non vi è possibilità di scelta: o far ammalare i propri figli o dargli la possibilità di disintossicarsi altrove. Quindi lo stato, per invitarli a cedere i propri figli, sovvenziona questi genitori e ficca i loro bambini in un orfanotrofio, in attesa che qualcuno, in giro per l'Europa, decida di adottarli a tempo determinato. Notare: non si tratta di adozione, si tratta di affidamento temporaneo, le coppie di affidatari sono tenuti a far ritornare dopo un determinato periodo i bambini in patria. Immaginatevi la vita di questi bambini trascorsa senza un vero genitore, senza una casa vera e propria, sballottati da una parte all'altra, oppure in attesa, dentro un orfanotrofio, dove si sentono abbandonati, indesiderati, insieme ad altri ragazzi infelici, che si sfogano su quelli più piccoli. Questi bambini, costretti a subire continue violenze, non hanno via d'uscita.
I due coniugi genovesi, facendo ricorso in tribunale, hanno cercato di sottrarre Maria a una vita che era diventata una condanna. E d'altronde, tutto quello di cui quella bambina aveva bisogno era una famiglia, e l'aveva trovata, ma le è vietato rimanervi. Ora la situazione è disperata, la coppia non sa cosa fare, e la bambina minaccia di uccidersi piuttosto che continuare a vivere in un orfanotrofio in cui viene seviziata in continuazione da altri ragazzi.
Ma la Legge parla chiaro: i bambini possono trascorrere qualche mese in Italia, a patto che tornino sempre in Bielorussia. Infatti, il governo bielorusso aveva sospeso gli affidamenti fino a quando la bambina non fosse stata restituita. Ma che vita è?! La volontà di Maria è chiara, ma gli accordi sono già stati stabiliti.
Questo episodio dimostra che molte volte le leggi sono fatte per convenienza, e che non importa a nessuno della vita delle persone coinvolte. E quello che ho visto ieri sera al telegiornale mi ha fatto capire che non frega niente neanche a molte persone che dovrebbero occuparsi proprio dell'affidamento di questi bambini. Hanno intervistato infatti alcune persone che partecipavano a un corteo di protesta verso i due genitori "responsabili" del blocco degli affidamenti. "Dovrebbero essere arrestati", "per colpa loro noi non possiamo più ospitare quei bambini!", dicevano. Questi sì che sono buoni cattolici! Dico "buoni cattolici" perché sono le parrocchie che in Italia si occupano di questi affidamenti, e quindi per molte coppie basta ospitare per un breve tempo i bambini e poi, senza farsi un minimo problema, lasciarli tornare alle loro realtà disastrose, così hanno la coscienza a posto perché il loro dovere di buon cristiano l'hanno compiuto. Che mentalità benpensante del cazzo! Bisogna ubbidire alla Legge, perché se è scritto in un modo bisogna comportarsi in quel modo, e se lo dice la Legge è giusto per forza. Bravi bravi...

lunedì, settembre 25, 2006

Ma che colpa abbiamo noi???


L’handicap è una male non riconducibile all’uomo.
Per quelle religioni che non pongono in rapporto diretto dio con l’uomo,l'handicap non è un problema teologico.
Nemmeno per islam ed ebraismo che non colgono dio come amore.
Per il cristianesimo invece l’Handicap costituisce un dramma da cui non è facile uscire.
Gesù in un primo momento, agli inizi della sua predicazione quando ancora era legato alla tradizione ebraica vede l’handicap legato al peccato (Giovanni 5,3 ‘’a Betzata giaceva una moltitudine d’infermi,li Gesù vide un paralitico in particolari condizioni disagiate che si trovava così da 38 anni…lo guarì con la forza della parola e gli disse…vai non peccare più perché non ti accada di peggio’’).
Gesù, che figlio di Dio è cresciuto come gli uomini, evolve poi il suo pensiero nell’orizzonte della sua sempre più prossima missione finale,cambia dunque la visione del Cristo sull’handicap (sempre in Giovanni 9-2 Gesù si trovava a Gerusalemme, e camminando con gli apostoli si imbatte in un uomo nato cieco..gli apostoli ,anch’essi legati alla concezione ebraica del dio punitore e del peccato come castigo,domandano al Cristo : Rabbì chi ha peccato lui o i suoi genitori perché nascesse cieco?Cristo risponde : Né lui né i suoi genitori hanno peccato. E’ così perché si manifestassero in lui le opere di Dio’’… Non v’è più il nesso tradizionale colpa-castigo.
Dunque Dio non punisce con l’handicap,ma lo permette.
Ma quali sono queste opere di Dio??
Non sono i miracoli di Gesù né quelli degli apostoli poiché se così fosse non sarebbe rispettata la singolare personalità del malato,che diverrebbe uno strumento, e in più non sarebbero inclusi tutti gli handicappati non incontrati da Cristo e esistiti prima e dopo di lui..ciò è teologicamente inammissibile.
Quando c’è un uomo che soffre Dio è dalla sua parte,perché quella sofferenza manifesta la stessa sofferenza del Padre che ha donato è continua a donare il suo Figlio per la salvezza degli uomini.
Ma l’handicap di alcuni individui quindi è la manifestazione di Dio attraverso la ‘croce’ della malattia? Ovvio che no. Gesù debella la malattia e mostra la potenza del Padre attraverso le guarigioni.
Allora?
Bisogna entrare nel vero e intimo significato del cristianesimo per capire un perché…
La necessità che Cristo ha dovuto affrontare ,l’ora della sua morte innocente, è la stessa necessità che si rivela nella carne del bambino innocente segnata per sempre dalla malattia.
Per la legge dell’uomo ciò non è giusto.
Il centro più intimo del cristianesimo dunque è dato dal nesso redenzione-morte…sofferenza-salvezza. La salvezza degli uomini viene dal dolore,dalla sofferenza ( concetto ribadito nell’enciclica Salvifici doloris di Giovanni Paolo 2°).
La sofferenza assume un significato è un respiro molto più vasto di quello che può sembrare,diviene fondamento cosmico e teologico.
La sofferenza dunque permette di partecipare all’opera della redenzione,di donare ad altri.
Ma perché per la salvezza ci vuole la sofferenza? Perché Cristo è dovuto morire?Perché doveva essere versato il sangue dell’agnello? In questo interrogativo è racchiusa la risposta alla nostra indagine,è racchiuso il senso del mondo e della storia.La risposta infatti individua il meccanismo, il ‘’cur’’ della natura e della storia che ha stritolato il figlio dell’Uomo.
Dio ha voluto la morte del figlio? Non poteva dare la salvezza agli uomini in un altro modo?
O forse Dio è stato costretto a far morire suo figlio…forse è stato costretto da una necessità che è la stessa che lo costringe a permettere la nascita dell’handicap…
Dio è sorgente di vita. Senza libertà non si ha la vita.
La manifestazione al mondo di un Dio impersonale è la condizione per la nascita della libertà.
Perché possa nascere la libertà,Dio rinuncia a essere presente come essere personale, esiste solo come principio personale, come sophia di Bulgakov o come deus sive natura di Spinoza.
Dunque la natura creata è libera. È libera sia in positivo che in negativo. È così libera che a volte muta, si evolve in meglio o in peggio.
Ma cristianamente parlando tutto ciò non basta.
Se la creazione è l’essere che vuole se stesso e l’amore è l’essere che vuole l’altro a scapito di sé stesso ( o come scriveva s.Agostino l’amore di se fino al disprezzo di Dio contrapposto all’amore di Dio fino al disprezzo di sé), se l’amore vero è un movimento negativo, è perdere la propria vita, allora qui vi è l’amore costante di Dio.
Dio crea e si ritrae, si nega, diviene assente, e immola il suo figlio per la sua creazione…la croce è dunque,l’epifania e l’apoteosi della negazione divina,cioè,dell’amore più puro , assoluto e disinteressato.
Perciò Dio è intimamente connesso alla nascita dell’handicap, ma non perché abbia bisogno di questa sofferenza per placare la sua ira causata dal peccato dell’uomo, quanto piuttosto perché è lui per primo a pagare il prezzo di sangue che la nascita della libertà richiede.
Il cristiano inserito in questo drammatico scambio d’amore sa che la cura dei portatori di handicap è una delle supreme attività che l’amore umano conosca, manifestando la totale gratuità dell’amore.
Nell’handicap il cristianesimo mostra al sommo grado il suo ‘’essere di un altro mondo ’’,infatti, come insegna San Paolo il cristianesimo è follia agli occhi del mondo materialista che ragiona in termini di guadagno e che non da niente per niente.
Nell’handicap, frutto ingrato della suprema libertà divina si da tanto e spesso per niente in cambio, nell’handicap si serve la vita perdendoci,proprio come Dio ha ‘’perso’’ se stesso per il mondo…nell’handicap si esce dal meccanismo governato dal ‘’principe di questo mondo materiale ’’… nell’handicap e nell’amore si esce dal mondo…

speculazione basata sul libro ''Il dolore innocente'' di V.Mancuso

Scientology=morte

Quante volte vi è capitato camminando per il centro di Modena,o di qualche altra città, di imbattervi in simpatiche e distinte persone che offrendovi volantini amichevoli o "test gratuiti della personalità", "corsi di comunicazione", "cure disintossicanti", "corsi di apprendimento" o quant'altro, hanno tentato di introdurvi in un mondo nuovo, quello di Dianetics-Scientology.
Bhè, se li avete mandati gentilmente a quel paese vi siete salvati...ma molti,in tutto il mondo hanno prestato fin troppo ascolto a questa organizzazione pseudo-religiosa, con conseguenze spesso fatali.
Creata nel 1950 dallo scrittore di fantascienza americano L. Ron Hubbard, e inizialmente nota come Dianetics, "Scienza Moderna della Salute Mentale", assunse la dicitura Scientology e l'autodefinizione di chiesa (peraltro cosa normalissima negli Stati Uniti) nel 1954, quando vennero inglobati aspetti spirituali.
Si tratta di un amalgama di nozioni pseudoscientifiche e di concetti psicologici che dividono la mente in due entità ben distinte, la mente analitica e la mente reattiva (eredità di Dianetics). Scopo di Dianetics è svuotare ed eliminare la "mente reattiva" - responsabile dei comportamenti aberrati dell'individuo - e rendere la persona completamente analitica e auto-determinata, cioè "Clear", liberata.
Una grossa parte della filosofia di Scientology si fonda sul concetto di "overt/withhold", cioè azioni commesse "contro sopravvivenza" e la non rivelazione di tale azioni. Si ritiene infatti che commettere overt e withhold sia la fonte primaria del declino del thetan [spirito]. Altri due elementi fondanti sono la classificazione di chiunque in base al "Quadro della Valutazione Umana" ("Scala del Tono") stilata da Hubbard e il concetto di etica di Scientology, in cui la moralità personale viene valutata in base al livello produttivo dell'individuo, ovvero alle sue "statistiche". Ad ogni "statistica" corrisponde una "condizione etica", e ad ogni "condizione" corrisponde una "formula" da applicare per "risalirla".
Inizialmente chi incontra Scientology potrebbe pensare di non aver a che fare con un sistema spirituale. Molti iniziano sottoponendosi ad un "test gratuito della personalità" offerto su bancarelle di strada, o iscrivendosi a corsi di formazione manageriale che si rivelano poi sponsorizzati da Scientology; tutto ciò alla fine porta ad un regime chiamato "auditing", componente centrale della pratica scientologica. Durante queste intense sedute di assistenza i membri vengono incoraggiati a raccontare esperienze sublimate che potrebbero ostacolare il proprio progresso nella vita. Si utilizza uno strumento elettronico messo a punto da Hubbard, l'E-Meter; l'apparecchio, che ricorda una rozza macchina della verità, si dice sia in grado di localizzare la "massa mentale" e le "aree di sofferenza". Il seguace regge gli elettrodi atti a misurare variazioni elettriche della pelle mentre un auditor osserva i movimenti della lancetta che si muove sul quadrante.
Essere scientologista è costoso. Nel corso degli anni i membri comuni possono spendere decine, se non centinaia, di milioni di lire in corsi. Scientology si riferisce a queste quote come a "donazioni"; ciononostante il listino prezzi deve essere rigidamente rispettato e prevede sconti e riduzioni che ricordano i 3 x 2 dei supermercati. Note interne chiamano "scroccone" chi ha conti arretrati non pagati. Alcuni scientologisti a cui mancano i fondi per pagarsi i corsi vengono pesantemente incoraggiati ad entrare nello staff o nella cosiddetta Sea Organization, il corpo ecclesiastico i cui membri (anche minori) indossano false divise da ufficiali di Marina, alloggiano in quartieri spartani, lavorano duramente per salari miseri.
Dianetics e Scientology sono state oggetto di controversie fin dagli esordi. A fronte di numerosi praticanti e seguaci soddisfatti della loro affiliazione e convinti di aver ottenuto grossi miglioramenti e vittorie personali, le creature di Hubbard sono state pesantemente criticate da più parti:

  • dal mondo medico, che ha più volte ravvisato in esse gravi rischi dovuti alla pratica psicologica affidata a dilettanti, che potrebbe indurre stati di destabilizzazione mentale; per la salute in generale (la convinzione di essere onnipotenti, o di poter risolvere con l'"auditing" qualsiasi problema, pare abbia convinto diversi membri ad abbandonare le terapie convenzionali con conseguente aggravarsi o cronicizzarsi della patologia, se non addirittura la morte, che cure più ortodosse avrebbero potuto evitare).
  • Da familiari e associazioni di familiari che le accusano di circuire i propri membri ed esercitare un eccessivo controllo sulla loro vita, sull'emotività e sui rapporti personali (controllo mentale), spingendoli a troncare i rapporti con le famiglie di origine e i valori preesistenti, oltre che di condurli alla totale rovina finanziaria.
  • Da ex membri di alto livello che hanno denunciato incredibili abusi.
  • Infine da alcuni governi, tra cui quello tedesco, che hanno ravvisato nella dottrina del gruppo un serio pericolo per le istituzioni democratiche, tacciandolo di portare avanti ideali totalitari in contrasto con i dettami costituzionali del paese.

Uscirne,ovviamente non è facile, cercando in rete potrete trovare migliaia di testimonianze di ex membri o su omicidi-suicidi di membri che hanno tentato di uscire da questa organizzazione che ottenebra la mente e svuota il portafoglio...la legislazione in materia di queste sette è assolutamente insufficiente e inadeguada a proteggere i cittadini più deboli e creduloni...dunque, se li incontrate per strada ditegli pure di svegliarsi...e mandateli a farsi fottere...

domenica, settembre 24, 2006

Welby,il Presidente e la dolce morte...

«Caro Welby - scrive il Presidente della Repubblica - ho ascoltato e letto con profonda partecipazione emotiva l'appello che Lei ha voluto pubblicamente rivolgermi. Ne sono stato toccato e colpito come persona e come presidente. Lei ha mostrato piena comprensione della natura e dei limiti del ruolo che il Parlamento mi ha chiamato ad assolvere, secondo il dettato e lo spirito della nostra Costituzione. Penso che tra le mie responsabilità vi sia quella di ascoltare con la più grande attenzione quanti esprimano sentimenti e pongano problemi che non trovano risposta in decisioni del Governo, del Parlamento, delle altre autorità cui esse competono»
Queste sono alcune delle parole che il presidente della repubblica G.Napolitano ha usato per rispondere all'appello di Piergiorgio Welby, malato da anni che chiede di morire...
Ripropongo il post che avevo scritto sull'eutanasia per chi non l'avesse ancora letto...

Togliere o non togliere?

Questo è sicuramente uno dei temi più delicati del dibattito morale del nostro secolo.voglio iniziare a trattare l'eutanasia dandone una breve definizione e distinzione :Eutanasia : dal greco 'buona morte'l'eutanasia si divide in :
-passiva : il medico non somministra al malato le cure necessarie per vivere
-attiva: il medico volontariamente uccide con farmaci il malato
-volontaria : il malato richiede il proprio omicidio al medico
-suicidio assistito : il malato si autosomministra medicine mortali
in Italia tutte è 4 queste forme di eutanasia sono legalmente vietate.
La Chiesa Cattolica, facendo derivare la vita direttamente da Dio, non può logicamente consentire che uomini tolgano o si autoprivino di un dono divino, è però assolutamente contro qualsiasi forma di accanimento terapeutico.
personalmente da laico credo che lo stato non possa legalizzare il suicidio (non ha senso che autorizzi la morte dei suoi stessi cittadini,una specie di autodistruzione sociale), ma ritengo che, dato che tra i diritti inviolabili dell'uomo garantiti dalla nostra costituzione vi è la libertà, ogni cittadino dovrebbe poter disporre della propria vita come meglio crede.

Si dovrebbe formare un comitato politico,etico e medico che legiferi in materia una volta per tutte, e permetta solo nel caso in cui ogni terapia risulti inutile,non vi siano altri interessi in gioco, e solo con l'esplicita volontà del malato, la morte assistita o l'eutanasia passiva. Sottolineo solo con l'esplicita volontà del malato poichè come ho detto la vita è di proprietà d'ogni singolo e solo il singolo può decidere, in caso d'impedimento della stessa vita , di porvi fine.
Come cattolico ritengo che oggi si sia dimenticato che il dolore e la sofferenza facciano parte della nostra esistenza e negarli significa negare un qualcosa che c'è,che ci fa maturare,che ci fa vivere,che ci fa amare.

Nessuno vorrebbe trovarsi in certe brutte situazioni,ma ci sono e non si possono risolvere staccando semplicemente la spina e tutto è finito, ci siamo liberati di quella 'cosa ' che ci causava dolore e problemi... perchè quella 'cosa' è una persona...