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sabato, dicembre 02, 2006

Il diritto islamico

Il diritto dell’Islam classico si sviluppa a partire dal VII secolo e si può dire concludersi nel XVII, stravolto da imponenti riforme. Al suo interno ha diversi fondamenti: il Corano, il testo sacro dell’Islam, e la tradizione del profeta Maometto (Summa, atti, fatti, detti). A questi due testi si aggiungono due criteri interpretativi: l’opinione della dottrina e l’analogia, che mitigano il rigore della legge religiosa, insieme alla prevalenza dell’interesse pubblico, l’opinione discrezionale del sapiente e l’interpretazione personale, che in origine era possibile a tutti, e fu poi limitata per frenare l’eccessiva frammentazione del diritto. Si affermano quattro scuole giuridiche, che ancora oggi sono distinte, ognuna portatrice di una diversa interpretazione. Quando il giudice si trovava a risolvere un caso concreto, interpellava i sapienti, che gli suggerivano la soluzione del caso e producevano un diritto giurisprudenziale, fatto di sentenze. Vi è anche una produzione laica del diritto, attraverso i decreti. Con le conquiste, gli islamici facevano propri alcuni istituti del diritto dei conquistati, come la lapidazione, proveniente dal diritto degli ebrei e dei cristiani, che avevano lo speciale privilegio di mantenere il loro ordinamento e le loro istituzioni. Il XVIII secolo fu scosso da importanti cambiamenti: nacque il movimento riformista arabo-musulmano, trasversale in ogni paese, che inglobava al suo interno correnti di pensiero molto diverse come i fondamentalisti e i democratici. Nacque un movimento costituzionalista, che diede vita alla lotta per l’indipendenza contro la corruzione dei governi locali e l’occupazione coloniale. In questo periodo convivono diversi diritti: quello coloniale, quello musulmano, quello cristiano e quello ebreo, come si nota dal codice penale turco del 1877 (Magialla). Con la nascita di nuovi stati liberi ed indipendenti, ogni governo si sentì libero di interpretare la legge religiosa come preferiva, con la più svariata varietà di soluzioni giuridiche.
Il diritto islamico è quindi un diritto plurale, ma è proprio questo il suo problema: è caotico, non ci sono norme fondamentali equivalenti alla nostra Costituzione, e non lo dico perché penso che tutti gli stati debbano essere ad immagine e somiglianza di quelli occidentali, ma perché il diritto islamico è un insieme di norme anacronisticamente riadottate da un passato troppo lontano e riadattate, che non hanno efficacia del tutelare i diritti dei cittadini, poiché non ci sono chiare competenze ed autorità.

9 Comments:

Anonymous Anonimo said...

e quindi?

02 dicembre, 2006 21:12  
Blogger Simo said...

e quindi febo ha semplicemente confermato ciò che in questo blog si è sempre affermato...e cioè che l'islam non ha un diritto unitario ma che le sue ''leggi'' e regole'' sono confuse e strettamente derivanti da ciò che Maometto ha detto e fatto...cioè anche la legge è basata sulla religione nell'islam...direi che di starda ne hanno da fare...

04 dicembre, 2006 19:07  
Blogger febo said...

E quindi volevo dare un'informazione e informare anche me stessa. E sarei grata a chi avesse altro da aggiungere per ulteriori delucidazioni. Non sono informazioni comuni e banali.

05 dicembre, 2006 12:09  
Anonymous Anonimo said...

allora gli islamici seguono una religione che sarebbe malvagia... sono gente malvagia?

05 dicembre, 2006 13:37  
Blogger Simo said...

caro anonimo malvagia è un termine che usi per fare ironia su questa cosa...il termine esatto è ''arcaica''...inquanto in termini religiosi non costituisce la rivelazione di dio ma il miscuglio di credenze e precetti di un leade,Maometto, e in termini moderni è ,come religione totalizzante, incapace di separarsi dalla vita pubblica e di riconoscere nel suo più intimo significato la libertà...

05 dicembre, 2006 16:57  
Blogger febo said...

non ho mai usato la parola malvagio riguardo a nulla. quindi non mettermela in bocca. leggi quello che c'è scritto, non tra le righe. per quello che ne so l'Islam è una religione caotica, senza veri precetti. tutte le altre religioni si sono evolute nel tempo. quella no. aspetto che mi facciate cambiare idea.

07 dicembre, 2006 18:23  
Anonymous Anonimo said...

perchè allora non scrivi quello che vuoi scrivere chiaro e tondo ma lo scrivi "tra le righe"? guarda che si vede comunque che sei una persona colta

14 dicembre, 2006 17:55  
Blogger febo said...

io non scivo tra le righe, è subdolo e lo disprezzo. e non mi vergogno di essere una persona colta, grazie del complimento, in un mondo di incivili che non sanno star al mondo.

20 dicembre, 2006 10:36  
Blogger febo said...

non mi fai cambiare idea, anonimo?

20 dicembre, 2006 10:36  

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