L'Albatros

Salve mondo..questo blog,questo libero Albatros,vuol essere uno spazio per coloro che vogliono condividere idee,pensieri o più semplicemente la propria opinione,in modo libero,senza censure. Politica,attualità,filosofia,poesia,etica,passioni..vita..sono solo alcuni degli argomenti..affinchè gli estremi si congiungano,le idee si sublimino,per lasciare un frammento di qualcuno per qualcun'altro..ora a voi..un grazie a priori..a tutti

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giovedì, dicembre 21, 2006


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a tutti quelli che hanno contribuito a scrivere e a far vivere questo blog...

a tutti quelli che ci hanno apprezzato...

a tutti quelli che ci hanno disprezzato...

...il blog ringrazia e torna dal nulla da cui è venuto, lascia un seme...che è un idea...di un nuovo futuro spazio web di pura e libera discussione che spero germogli al più presto...e se ciò accadrà il vero ultimo post di questo blog sarà quello che indicherà il nuovo indirizzo...

L'albatros , per ora , è volato via...

giovedì, dicembre 14, 2006

L'accoppiamento e il divorzio dei sistemi

Vorrei dedicare questo post a descrivere brevemente l'attuale situazione globale, facendo qualche paragone logico con la storia.

Gli ultimi 150 anni di storia si possono a mio avviso così catalogare :

Prima della Grande Guerra sussisteva un sistema di relazioni fra stati autoritari e liberali che schiacciavano colonialmente ed economicamente il resto del mondo. Ma il sistema era messo in discussione dall'inevitabile scontro tra questi 2 differenti mondi. Tale ferita avrebbe portato allo scoppio della guerra.

Dopo la 1° G.M. il crollo dei regimi autoritari e assoluti ha portato al predominio del sistema liberale vincitore della guerra e all'emancipazione di nuovi stati, creando così un nuovo sistema che però, come il precedente, lasciava aperto un vulnus nella comunità internazionale. Questa ferità consisteva nella debolezza di quei paesi sconfitti e nell'umiliazione politica ma sopratutto economica che ,in particolare la Germania, quei paesi hanno dovuto sopportare. Dunque anche tale sistema era destinato al collasso, come infatti è avvenuto con lo scoppio della 2°G.M.

Dopo la guerra si è creato un nuovo equilibrio, un nuovo sistema, altri due mondi contrapposti, capitalista-democratico vs socialista-autoritario, che si sono scontrati fino alla ''morte'' di uno dei due.

Oggi si è creato un nuovo euilibrio, che ha però un'altra ferita in sè. Infatti, oggi il sistema si divide tra paesi ricchi-cristiani e paesi poveri-musulmani.

Se la storia insegna, e se gli episodi degli ultimi anni possono essere considerati come scintelle di un futuro incendio, dovremmo essere portati a pensare che tanche tale sistema imploderà.

Ovviamente, il motivo per cui i sistemi implodono,come visto è perchè si contrappongono o forti ideologie o forti motivazioni economiche.

Oggi forti ideologie non esistono più,aggiungo purtroppo, dunque si contrappongono forze economiche, nello specifico economie ricche ed economie povere.

Chiunque tenti di spacciare la religione come vulnus, come ferita tra popoli per fare implodere il sistema è un bugiardo, ed è chiaro che usa tale motivazione come ''paravento'' per interessi economici più specifici.

Quale la scintilla fatale? Bhè il problema palestinese, che si protrae da 60 anni e che vede proprio contrapposti 2 popoli appartenenti ai 2 diversi mondi dell'attuale sistema.

Bhè...spero tanto...di sbagliarmi.

venerdì, dicembre 08, 2006

A theory of madness

Solo i geni possono essere pazzi. Ecco cosa penso dell’utilità della psicanalisi, che non guarisce perché la vera follia non è una malattia e non si può guarire, e si accanisce su forme mentali che non sono malattie, ma semplicemente vanno oltre il nostro sguardo mentale. Le persone normali si convincono di essere pazze quando vengono ad un serio contatto col mondo che giudica, forse perché rimangono intrappolate in un limbo che in parte costruiscono gli altri e in parte loro stesse, e non riescono più a stare con le altre persone perché, come gli intellettuali di una volta, non sanno vivere nel mondo perché troppo diverse da quello che le circonda, disadattate. Ma forse dovremmo cercare di cambiare prospettiva, di chiederci perché si fa fatica a vivere, in certi casi e per certe persone, e non cosa c’è che non va in loro. Allora perdono coscienza, forse proprio perché non la vogliono. Ma solo chi ha superato il limite di se stesso, proprio perché ha superato se stesso, diventa pazzo. In questo caso, è solo un passaggio da una follia latente ad una manifesta.

mercoledì, dicembre 06, 2006

Progetto Archimede

Nel campo delle energie solari il Progetto Archimede proposto dal Nobel Carlo Rubbia meriterebbe maggior considerazione.Una tecnologia tutta Italiana già sperimentata è il "Solare Termodinamico", il cosidetto progetto Archimede, ideato dal Nobel Carlo Rubbia, riprendendo quanto realizzato in California 20 anni fa ma con poco successo in quanto tali Centrali Solari per una potenza di 350 MWe usano come "Fluido Termovettore" l'olio minerale, materiale infiammabile che limita la temperatura dell'impianto a soli 390 gradi, Rubbia ha sostituito l'olio con dei semplici fertilizzanti utilizzati in agricoltura, sali di "Nitrato di Sodio e di Potassio" fusi, tale sistema risulta completamente ecologico non ha limiti di temperatura non essendo tali sali imfiammabili è si possono raggiungere i 550 gradi, temperatura che permette d'integrare l'impianto con un sistema a Torre per l'accumulo dell'Energia Termica così da poter produrre l'energia elettrica anche in assenza di sole e durante la notte. Inoltre il progetto prevede in futuro migliorando i materiali di portare la temperature di esercizio a 850 gradi in maniera tale da riuscire a produrre Idrogeno, praticamente una Centrale Solare che produce Energia Elettrica e Carburante per le auto del futuro, residui inquinanti zero, emissioni inquinanti nell'atmosfera zero tempo di realizzo ed entrata in produzione 3 anni(senza produzione idrogeno per ora). E' stato sperimentato il progetto utilizzando 550 mq di Specchi Parabolici presso il Centro Ricerche di Casaccia dell'ENEA, è stato individuato il sito un'area di 40 ha in cui installare 200.000 mq di Specchi Parabolici presso la centrale Enel di Priolo, partner del progetto la stessa Enel, produzione annua prevista: Energia Termica 179 GWh/a, Energia elettrica 59 GWh/a; praticamente una centrale da circa 20 MWe, sufficiente ad alimentare circa 6.500 utenze domestiche cioè 25.000 abitanti, ed inoltre ci sono buone possibilità che in futuro utilizzando lo stesso impianto si riesca a produrre Idrogeno, spesa prevista 50.000.000 di euro, il costo di un calciatore. In conclusione dulcis in fundo dopo aver tagliato il nastro di inizio lavori, a Priolo si è fermato tutto i 50.000.000 di euro sono ancora nei cassetti del Ministero(almeno si spera), Carlo Rubbia non è più presidente dell'ENEA, sembra che stufo di stare ad aspettare i finanziamenti se ne sia andato suo malgrado in Spagna dove le costruzioni delle Centrali Solari sono in piena espansione anche se sinora con vecchia tecnologia ad olio minerale e gli spagnoli bene hanno pensato ad ingaggiare Carlo Rubbia, se poi paragoniamo gli investimenti fatti, oltre 20 anni fa, dalla California pari a 20 volte quelli Previsti a Priolo si resta senza parole.
Per maggiori informazioni e documentazione:

http://www.enea.it/com/archimede/indexframe.html http://www.enea.it/com/solar/doc/documenti.html

sabato, dicembre 02, 2006

L'Italia del rapporto Censis 2006

Non è un quadro molto allettante quello che emarge dal rapporto Censis di quest'anno: la criminalità ha subito un aumento del 6.7% (dal 2004 al 2005 si è rilevato un aumento del 6,7% di denunce, più precisamente 2,6milioni di denunce di reato nel 2005) e Milano è risultata essere la provincia più malfamata (270mila reati) seguita da Roma, Torino e Napoli.
Per ciò che concerne le famiglie si è rilevata una crescita del 55% dei mutui immobiliari (la consistenza di suddetti mutui ha avuto un netto aumento tra il 2002 e il 2005 passando da 131,7 a 204,2milioni di euro) con conseguente e massiccio aumento del debito familare.
In quanto all'economia il Censis sostiene che ci sia in atto un "piccolo silenzioso boom". Le nostre imprese risulterebbero più competitive anche grazie alla spinta dei "grandi" del mercato economico; più precisamente il rapporto cita: "l'aumento degli occupati rispetto al 2005 è salito dell'1,6% e il 2006 si chiuderà con una crescita del Pil del 2%". In questo quadro economico positivo riguardo l'impresa non mancano però note negative: il Censis non tralascia la "persistenza di zavorre nel sistema" come la spesa pubblica che viene definita "indomabile" e "i tempi lunghi e gli alti costi" delle reti infrastrutturali. Elemelti tutt'altro che secondari che hanno portato ad un indebolimento della fiducia del cittadino verso la classe politica (ammesso che ce ne fosse mai stata,n.p.).
Altro quadro negativo emerso dal rapporto del Censis raguarda le donne italiane: seppur risultino più portate negli studi sono penalizzante nel lavoro (guadagnando anche meno degli uomini) e nella polatica (ma daltronde se non c'è spazio nemmeno per i giovani cosa aspettarsi,n.p.) vivendo una costante discriminazione.

***

Quelli riportati sono i fatti, ora mi permetto di fare qualche considerazione personale:
seppur il Censis possa avere un margine di errore dato dalla presa in considerazione dei soli dati ufficiali (tralasciando quelli ufficiosi che non possono avere termini di riscontro) e non si apra a interpretazioni di tali dati, comunque lo spaccato sociale emerso quest'anno non mi sembra essere particolarmente idilliaco. Anche riguardo l'economia si è parlato sì di un "piccolo silenzioso boom" ma anche del dover sfruttare i mesi invernali per uscire definitivamente dalla crisi. Questo cosa significa? Che si potrebbe avere una battuta di arresto con una conseguente situazione di stallo del nostro bel "piccolo silenzioso boom"?
Mha, sono perplessa, comunque staremo a vedere pensando e sperando in positivo.

Il diritto islamico

Il diritto dell’Islam classico si sviluppa a partire dal VII secolo e si può dire concludersi nel XVII, stravolto da imponenti riforme. Al suo interno ha diversi fondamenti: il Corano, il testo sacro dell’Islam, e la tradizione del profeta Maometto (Summa, atti, fatti, detti). A questi due testi si aggiungono due criteri interpretativi: l’opinione della dottrina e l’analogia, che mitigano il rigore della legge religiosa, insieme alla prevalenza dell’interesse pubblico, l’opinione discrezionale del sapiente e l’interpretazione personale, che in origine era possibile a tutti, e fu poi limitata per frenare l’eccessiva frammentazione del diritto. Si affermano quattro scuole giuridiche, che ancora oggi sono distinte, ognuna portatrice di una diversa interpretazione. Quando il giudice si trovava a risolvere un caso concreto, interpellava i sapienti, che gli suggerivano la soluzione del caso e producevano un diritto giurisprudenziale, fatto di sentenze. Vi è anche una produzione laica del diritto, attraverso i decreti. Con le conquiste, gli islamici facevano propri alcuni istituti del diritto dei conquistati, come la lapidazione, proveniente dal diritto degli ebrei e dei cristiani, che avevano lo speciale privilegio di mantenere il loro ordinamento e le loro istituzioni. Il XVIII secolo fu scosso da importanti cambiamenti: nacque il movimento riformista arabo-musulmano, trasversale in ogni paese, che inglobava al suo interno correnti di pensiero molto diverse come i fondamentalisti e i democratici. Nacque un movimento costituzionalista, che diede vita alla lotta per l’indipendenza contro la corruzione dei governi locali e l’occupazione coloniale. In questo periodo convivono diversi diritti: quello coloniale, quello musulmano, quello cristiano e quello ebreo, come si nota dal codice penale turco del 1877 (Magialla). Con la nascita di nuovi stati liberi ed indipendenti, ogni governo si sentì libero di interpretare la legge religiosa come preferiva, con la più svariata varietà di soluzioni giuridiche.
Il diritto islamico è quindi un diritto plurale, ma è proprio questo il suo problema: è caotico, non ci sono norme fondamentali equivalenti alla nostra Costituzione, e non lo dico perché penso che tutti gli stati debbano essere ad immagine e somiglianza di quelli occidentali, ma perché il diritto islamico è un insieme di norme anacronisticamente riadottate da un passato troppo lontano e riadattate, che non hanno efficacia del tutelare i diritti dei cittadini, poiché non ci sono chiare competenze ed autorità.

venerdì, dicembre 01, 2006

Gli italiano tornano a casa

"Di Antonella Cinelli

NASSIRIYA, Iraq (Reuters) - "La missione 'Antica Babilonia' è conclusa". Con queste parole il ministro della difesa Arturo Parisi ha sancito oggi la fine dell'impegno militare italiano in Iraq, a tre anni e mezzo dal suo inizio.

Alla presenza degli ultimi 44 soldati ancora a Nassiriya è stato ammainato il tricolore che il 7 dicembre, a Caserta, verrà consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di una cerimonia per il rientro della brigata Garibaldi, ultima a prendere parte alla missione che aveva aperto, nel giugno 2003.

Una missione in cui hanno perso la vita 32 militari italiani, e che è costata all'Italia 1,5 miliardi di euro.

L'ultimo nucleo del contingente italiano ha lasciato l'Iraq dopo l'ammainabandiera. Una parte dei militari verrà ricevuta domani all'aeroporto romano di Ciampino dal presidente del Consiglio Romano Prodi, mentre gli altri sono diretti a Napoli a bordo di un C130.

"Abbiamo conseguito l'obiettivo primo, aiutare gli iracheni a fare da soli", ha detto Parisi ai giornalisti poco prima della cerimonia nella base di Tallil, nei pressi di Nassiriya.

Parisi è poi tornato a ribadire nel suo discorso - pronunciato alla presenza delle autorità irachene e di soldati americani e romeni - che l'impegno dell'Italia verso l'Iraq "proseguirà attraverso una rafforzata collaborazione politica, civile, umanitaria di sostegno alle istituzioni e alla ricostruzione del Paese".

"Spero che tutto quello che ha fatto l'Italia per noi sia un esempio per chi assumerà dopo il compito di supervisionare la provincia meridionale di Dhi Qar", ha detto il governatore di Nassiriya Aziz Al-Ogheli riferendosi agli australiani, responsabili dal 1 novembre dell'"overwatching".

Il governatore ha ricordato "i nostri fratelli italiani (che) hanno mescolato il loro sangue al nostro per raggiungere libertà e democrazia e combattere i terroristi".

L'episodio più grave risale al 12 novembre 2003, quando un'autocisterna carica di esplosivo venne lanciata contro la base Maestrale dei carabinieri in un attacco suicida costato la vita a 19 italiani - 17 militari e 2 civili - e 9 iracheni.

I familiari di alcuni dei militari uccisi hanno chiesto a Prodi, in occasione del terzo anniversario della strage, che si faccia chiarezza intorno alla vicenda, su cui indaga la Procura di Roma.

Sono in tutto 39 gli italiani che hanno perso la vita in Iraq in questi anni, comprese le vittime civili e il funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso a Baghdad dagli americani nel marzo 2005.

UNA PROVINCIA PIU' SICURA?

I compiti del contingente italiano si erano esauriti formalmente il 21 settembre, quando la responsabilità della sicurezza era stata trasferita alle autorità del Dhi Qar, seconda provincia del Paese dopo quella di Muthanna a tornare sotto il controllo iracheno.

La sicurezza è gestita ora da poliziotti e soldati locali, molti dei quali addestrati proprio dagli italiani: 12.000 agenti e 3.500 membri dell'esercito iracheno, stando alle cifre del ministero. Si tratta di circa 800 unità in più rispetto al numero fornito a settembre, quando si era già conclusa l'attività di addestramento e i dati ufficiali riguardavano 13.000 poliziotti e 1.700 soldati.

"Abbiamo reso la provincia di Dhi Qar più stabile e più sicura... le autorità tengono, le condizioni socio-economiche sono visibilmente migliorate", ha detto ai giornalisti il comandante del contingente, il generale Carmine De Pascale.

Un risultato che già lo scorso settembre il ministro Parisi definiì "splendido", anche se non tutti sono convinti che la sicurezza sia davvero così migliorata a Nassiriya, peraltro relativamente tranquilla rispetto ad altre zone del Paese.

"Per raggiungere gli obiettivi e terminare l'addestramento, negli ultimi tempi i criteri di selezione (di aspiranti poliziotti e soldati) sono stati meno rigidi", spiegava nei giorni scorsi a Reuters una fonte della Difesa.

E all'arrivo a Tallil ai giornalisti viene detto che fare in caso di attacchi di mortaio, sempre possibili.

Il centrosinistra ha comunque mantenuto la promessa di concludere la missione entro "l'autunno" - anche se i tempi non sono poi molto diversi da quelli che si era dato il precedente esecutivo, che aveva garantito il ritiro dei militari entro l'anno.

La chiusura di "Antica Babilonia" è considerato un successo dal governo, ed è un punto di riferimento per settori della sinistra radicale che chiedono sempre più insistentemente per l'Afghanistan la stessa soluzione.

Così oggi nulla è stato lasciato al caso, la sceneggiatura è stata curata nei dettagli.

L'ultimo punto del programma, distribuito dal ministero a giornalisti e operatori, recitava: "Chiusura del portellone, inizio rullaggio del C130 (L'aereo si ferma dopo pochi metri per recuperare gli operatori televisivi rimasti a terra per le riprese)".

E domani si prosegue con il rientro a Ciampino, con una lista di esponenti della maggioranza che pare si stia allungando in queste ore per un evento che cade proprio nel giorno della più importante manifestazione del centrodestra contro il governo.

"E' STATO FATTO UN GRANDE LAVORO"

Dal canto loro i militari rivendicano di avere fatto un ottimo lavoro a Nassiriya. A microfoni spenti qualche ufficiale sottolinea che americani e inglesi stanno studiando il modus operandi degli italiani sul campo perché "noi abbiamo ottenuto risultati migliori".

Un fatto sul quale il generale De Pascale si limita a commentare: "Abbiamo raggiunto un buon risultato grazie a una serie di fattori, come il nostro approccio con la popolazione, il fatto che abbiamo sempre coinvolto le autorità locali nel processo decisionale. Ci siamo proposti come un sostegno".

"Gli italiani hanno fatto un grande lavoro", commenta con Reuters un americano che lavora nella cooperazione, che chiede di restare anonimo.

"La situazione era molto pericolosa quando sono arrivati, ma sono riusciti a instaurare rapporti molto buoni (con autorità e popolazione) e a cambiare le cose. Possiamo imparare da loro, anche se bisogna dire che non essere americani qui facilita le cose...", aggiunge.

E un operatore iracheno, che chiede di rimanere anonimo, dice a Reuters che a Nassiriya c'è chi è preoccupato che "con chi verrà dopo gli italiani non sia lo stesso. Voi eravate un punto di riferimento, eravamo più tranquilli. Avete fatto molto per noi".

"Prima di andare via abbiamo chiuso tutti i progetti" di cooperazione civile-militare, ha sottolineato De Pascale in un breafing. Progetti che hanno riguardato fra le altre cose rete idrica, potenziamento delle linee elettriche, viabilità e distribuzione di materiali.

Del miliardo e mezzo di euro speso dall'Italia per "Antica Babilonia", solo 15 milioni sono stati investiti in progetti Cimic, cioè di cooperazione civile-militare, a cui si sommano i 20 milioni di dollari messi a disposizione dalla Coalizione.

L'Italia ha promesso di continuare ad aiutare gli iracheni. In quest'ottica sette italiani sono impegnati nel Prt di Nassiriya, struttura di cooperazione civile-militare che il governo di centrodestra voleva tutta italiana, e a cui l'attuale esecutivo ha concesso invece solo personale civile per non dover lasciare militari in Iraq."

Che ne dite?

Mi sembra proprio che gli italiani abbiano fatto una bella figura!

giovedì, novembre 30, 2006

L'immunità per le balle

[Articolo tratto da L'Isola di Krino]

L'informazione è complice diretta dei politici e dei problemi che affliggono l'Italia. Un esempio recente?Lo scorso 17 novembre, il premier Prodi ha tenuto una conferenza stampa per descrivere l'operato dei primi 6 mesi di legislatura.

Sul sito del governo italiano[1] possiamo leggere documenti con i provvedimenti generali presi, le misure per la riduzione dei famosi "costi della politica" e della spesa pubblica, osservare uno schema colorato in giallo (vi ricordate il tir di Prodi?) che illustra "l'albero del programma"[2], o vedere un riassunto facilitato di tutti i provvedimenti [3].

A leggere i documenti non si può che esser contenti delle tante cose fatte: molte cose descritte però sembrano piuttosto vaghe, dei "buoni propositi" che dubito abbiano avuto qualche effetto, anche per colpa delle amministrazioni locali; altre norme invece hanno già avuto conseguenze concrete sul paese e sui consumatori. Il dubbio va sempre mantenuto, non dimentichiamoci che sono pur sempre politici. Approfitteremo di questi documenti per rendere conto degli impegni presi tra qualche tempo.

L'aspetto su cui volevo soffermarmi riguarda però il modo in cui gli organi di informazione televisiva hanno presentato la notizia: lo schema è standard, trasversale, dal Tg1 a Studio Aperto. Prima un servizio sulla conferenza stampa di Prodi e dichiarazioni di vari politici di governo, poi le repliche di Berlusconi e altri esponenti politici di opposizione. Dai primi proviene l'accusa di aver "ricevuto una terribile eredità", con Prodi che puntualizza: "disavanzo del 4% del pil, debito pubblico in salita, avanzo primario vicino allo zero".

Effettivamente sono dati macroeconomici prodotti da istituti ufficiali come l'Istat, sui quali c'è poco da dire. Ma il Cavaliere ribatte dicendo che "sono falsità così grandi che non meritano risposta" , e così allo stesso modo i suoi alleati. Ora, non mi soffermerò sul chi ha ragione o meno, mi chiedo però che senso, e che utilità ha, un'informazione del genere in cui non si arriva mai ad una conclusione.

Ascoltiamo sempre le parole dei politici, che come abbiamo visto molto spesso non sono in grado di fare discorsi basati sui fatti, nè di rispondere in modo serio. Raramente invece assistiamo ad un servizio in cui qualche esperto, senza essere di parte, ci dica le cose come stanno realmente, ci illustri il quadro della situazione, ci spieghi argomentando chi ha torto e chi ha ragione. La ragione da qualche parte esiste, salvo rari casi.

Perchè i tg nazionali non utilizzano il loro tempo in modo diverso? Pochi minuti alle dichiarazioni politiche, poi un approfondimento curato da un paio di esperti del settore, seri, che non si perdano in propaganda politica, e che ci inquadrino in poco tempo la situazione economica reale dell'Italia. Non è possibile che un'informazione corretta possiamo averla solo 1 volta a settimana con Report, mentre gli altri giorni siamo invasi dalle chiacchiere. Non c'è nessun direttore di telegiornali che provi a rivoluzionare il modo di dare le notizie?

Grazie a questo modo di fare giornalismo purtroppo i politici in Italia godono di una immunità speciale per le balle che dicono, perchè non c'è mai nessuno che si alza e gli dice: "senta, sta dicendo una balla". Sarebbe il caso di abolire questa immunità, per il bene di tutti. E spetta all'informazione farlo.

Note

[1] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/attivita_governo/index.html
[2] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/attivita_governo/albero.pdf
[3] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/attivita_governo/6_mesi_Governo.pdf